DJ Rocca

2Blue

Articolo su TheVibes online (italian)

The Vibes online
Di Vito Camarretta
04.02.2004

(only in italian)

Interessante progetto italiano che reca il marchio Kom Fut Manifesto, Institute of Dubbology e coadiuvato dall’eccelsa cricca del Maffia (stranoto art-lab di Reggio Emilia, uno dei pochi la cui importanza è riconosciuta anche all’estero). Il progetto 2Blue è un’amalgama di artisti che partendo da varie premesse e numerose istanze sussumibili dall’attuale realtà socio-politica italiana sembrano invitare l’ascoltatore alla ri/flessione , rappresentando al contempo inquietudini nonchè quelle che Huxley avrebbe chiamato “tetre verosimiglianze” con le “distopie”, espettorati della letteratura americana della prima metà del novecento, che sarebbe utile cosa introdurre nei sterili programmi ministeriali anche solo per un’edificante raffronto con la “realtà“. Sempre che non sfoci irrimediabilmente in una dis-realtà… anche se molte delle premonizioni di quei scrittori si sono parzialmente avverati e molti dei moniti riguardanti le libertà individuali e la funzione delle democrazie in un economia in cui il fattore T (la tecnologia talvolta soggettivizzata e personalizzata anche solo per un puro intento artistico o ludico) è entrato inevitabilmente nei pensieri, nelle oblazioni e nel linguaggio comuni sono validi tutt’oggi. Nella traccia 1984 (l’omonimia con il titolo di una delle opere più lette di George Orwell non è casuale), l’invito a riflettere sull’importanza della coscienza del singolo è più che mai esplicito. Una voce cavernosa ammonisce con le parole di Dave Watts “We’re going to program you to take your place in society…Warning! leave your consciuosness at the door” (se proprio vi è un proposito legato al tentativo di indurre una “condotta desiderata” in altro tipo di trasmissioni anche nell’ambito squisitamente accademico, chi mai si sarebbe sognato di allertarvi?). Paranoie? Non sempre, se ci si sofferma su alcune pubblicazioni per i quali è pratica normale dettare o imporre un lifestyle, divertendosi talvolta nello scimmiottare tirannie con pratiche del tutto simili. Tutte le osservazioni “accessorie” le lasciamo a chi vorrà addentrarsi nell’ascolto dell’”elettronica turchese” del progetto 2Blue, sperando entro breve di fare una chiacchierata a riguardo con i suoi due ideatori, Luca Roccatagliati ed Enrico Marani. Frattanto ci limitiamo a consigliarvi un’ascolto non troppo distratto testata anche la levatura e la qualità del lavoro -nel complesso un buon rimedio per l’osteoartrosi dello spirito-, supportato da presenze notevoli (Tim Moetzer, Ursula Rucker, il già menzionato Dave Watts e Kimberly Duke). Cenni BiograficiIl progetto 2Blue -secondo noi tra i più affezionati al passato remoto in prima persona… singolare, ovviamente!- si forma alla fine degli anni 90, come collettivo aperto, con al centro il dj Luca “Rocca” Roccatagliati e l’architetto Enrico Marani. Socio fondatore del Maffia Illicit Music Club, Dj Rocca ha esordito discograficamente in compagnia di peshay, con il singolo Made In Italy entrando nelle charts della BBC e facendosi notare dalla stampa d’Oltremanica. Le collaborazioni infittiscono il suo interessante “curriculum” (dal progetto Daluq con il dj inglese Zed Bias ad una collaborazione con i Pressure Drop per la lorop label One Eye fino a quella più recente per 5th Suite, progettino molto interessante di cui avremo modo di parlare in futuro. Enrico Marani muove le prime esperienze come performer e musicista alla fine degli 80, entrando a far parte del gruppo industrial-noise T.A.C.. Durante gli anni 90 lavora con Andrea Landini alle Forbici di Manitù, simpatico stateside sonoro (o tribù polimorfa, come lo definirono ironicamente i suoi ideatori) della mail art e un album ispirato alla figura di Luther Blisset, che valse l’attenzione di theWire e di numerose illustri redazioni nostrane. Al termine degli anni 90 con Fabrizio Tavernelli fonda Duozero, con cui licenzio un album e si esibisce dal vivo. Poi l’ambizioso progetto 2Blue, indagine tra spazio, suono e poesia. L’esordio discografico di 2Blue coincide con la pubblicazione della compilation Illicit Sounds of Maffia vol.1 (”Luv Investigation”, “Tropical Transistors”). Ultimata la ricerca di un sound definitivo e soprattutto distintivo -una morfogenesi che pesca tra i riferimenti a Steve Reich, Nono, Ligeti, Scelsi, l’ellettronica schultziana, l’IDM tedesca e certa timbrica più club-tuned-, nell’autunno del 2002 terminano la registrazione di Light Transmission. Nell’estate del 2003 l’incontro con il pittore Andrea Chiesi -già artista che simbiotizzò pittura e suono con Officine Schwartz e C.S.I., sebbene l’autore della copertina di Light Transmission, che ci ricorda le rappresentazioni nella Villa dei Misteri di Pompei, sia Stefano Ricci (già fondatore della rivista Mano)- danno vita ad una collaborazione, fondata su comuni suggestioni e che sfocierà in Fattore Sonoro (il primo album dei 2Blue per la Kom Fut Manifesto), accompagnamento adeguato delle opere esposte nella Galleria Civica di Palazzo Santa Margherita di Modena. Nel marzo dello scorso anno i 2Blue e Chiesi sono tra gli artisti scelti per Meltin’ Pop, mostra d’arte contemporanea curata da Gianluca Marziani (che cognome!) a Palazzo delle Papesse di Siena. I “featurers”Ursula Rucker: anche se non dovrebbe aver bisogno di presentazioni, la poetessa e cantante più intrigante del philly soul è -riteniamo- una delle più autentiche “ogive” artistiche dell’Altra America. Collaborazioni note: King Britt, Jazzanova, 4 Hero, Roots. Dave Watts: cittadino del mondo, cantante, rapper e componente fondante del FunDaMental, notorio gruppo anglo-asiatico di Nation Records. Per i 2Blue ha utilizzato alcuni versi eloquenti del maestro anarco-dub Mark Stewart nel brano 1984. Tim Motzer: chitarrista e polistrumentista della band di Ursula Rucker, vive a Filadelfia, dove gestisce la 1k Recordings, collabora con molte band quali King Britt, Sylk 130, Jazzheads, Global Illage… Kimberly Duke: scoperta dei 2Blue, la cantante con origini a Chicago vanta un’ugola tra le meglio usate nella scena elettronica.

01.Brainstream featuring Ursula Rucker 02.1984 featuring Dave Watts 03.Getaway 04.Deep Eye 05.A Door featuring Kimberly Duke 06.Digital Sensualizer 07.A Body featuring Kimberly Duke 08.Nowhere featuring Dave Watts 09.Black Sun featuring Kimberly Duke 10.Everything Must pass featuring

Recensione su Basebog Magazine (2004, italian)

Basebog
2Blue – Light Transmission (KFM Records)
By Seb, Febbraio 2004

(only in italian)

2Blue… leggendo Basebog saprete di chi stiamo parlando (recensione di Marzo 2003), ma per dovere di cronaca e’ giusto che ve lo ripeta: si tratta di Rocca del Maffia Sound System in tandem con Enrico Marani, posti al timone di una macchina sonora orami decisamente ben rodata che sta definendo, uscita dopo uscita, un percorso stilistico di ampio respiro. Se si e’ passati dal breakbeat dei primi lavori, approdando ad una personalissima e stupenda elettronica per le sonorizzazioni delle opere di Andrea Chiesi (con l’album Fattore Sonoro), e’ stato per una pura voglia di sperimentare generi paralleli ma distinti, mantenendo un attitudine produttiva molto personale e distintiva. Oggi il duo ritorna alle origini, andando a confezionare un album che pesca dal breakbeat, rallentato o granulizzato, rotto (broken) o rarefatto, intarsiato da venature di soul scuro e da melodie ben fatte, cosi’ come da un uso decisamente sapiente (novita’ per il duo) del cantato e dello spoken word. Punto di tutto rispetto per questo album sono appunto le preziosissime collaborazioni per la parte vocale: prima tra tutti Ursula Rucker, anche perché ‘Brainstream’ e’ un pezzo veramente stupendo, a mio avviso il migliore dell’album; viene poi Dave Watts dei fun_da_mental, vecchia conoscenza del collettivo reggiano, che presta la voce a ‘1984’, richiamando le atmosfere delle sonorita’ londinesi dei primi anni ’90. Ma bisogna dare onore anche Tim Motzer, musicista estroso e dal gusto unico, facente parte della crew di Ursula, la cui chitarra mi ha gia’ ammaliato durante un live della poetessa di Filadelfia, l’estate scorsa in Italia. E poi una nuova voce promettente (facendo attenzione, durante il percorso, a non cadere in stereotipi pericolosi), quella di Kimberly Duke, che appare in ben tre pezzi. Un tratto predominante del suono di questo album e’ l’oscurita’ metropolitana, urbana, non un’oscurita’ soffocante e deprimente ma intrigante e malinconica. C’e’ questa capacita’ veramente lodevole del duo di dare spessore al suono e trasformarlo in situazioni, immagini e atmosfere, o viceversa, cosi’ come era stato fatto partendo dai lavori di Andrea Chiesi. La curiosita’, piu’ che l’hype, cresce, e gia’ sono qui ad aspettare il prossimo album, e mi trovo a cercare di indovinare su che coordinate si focalizzera’ il growing-sound del duo blue.

Reecensione su Mucchio Selvaggio (2004, italian)

Mucchio Selvaggio
Soundlab
Offered by The Linke Foundation, Febbraio 2004

(only in italian)

Di tutt’altro livello qualitativo una produzione tutta italiana, quella dei 2Blue, progetto di Luca Roccatagliati (noto dj del Maffa Club di Reggio Emilia) e Enrico Marani, che sono oggi con Light Transmission (sempre su etichetta KFM) al loro secondo lavoro. Rispetto al precedente Fattore Sonoro, che era stato concepito come colonna sonora di accompagnamento ai lavori del pittore Andrea Chiesi, questo nuovo disco ha le forme e la struttura di un vero e proprio album. Al tempo di Fattore Sonoro, Roccatagliati e Marani stavano già lavorando a Light Transmission: l’idea di base è dunque la stessa, ovvero quella di unire in unico progetto sperimentazione sonora e elettronica di ricerca (con lo sguardo rivolto da una parte ai lavori di classici dell’avanguardia come Stockhausen e dall’altra alle sperimentazioni del krautrock) ad una rilettura personale delle diverse suggestioni timbriche provenienti dal mondo della club culture odierna. L’idea è buona e la sua realizzazione, come raramente accade, è anche questa volta ottima (suoni e arrangiamenti curatissimi). Della musica dei 2Blue, già al tempo della prima prova, ciò che resta maggiormente impresso a livello emotivo è la cupezza intimista che grava sui paesaggi sonori disegnati, cosa che in Light Transmission trova una rinnovata intensità grazie alla calda presenza delle liriche e delle straordinarie voci di Ursula Rucker e Dave Watts, ospiti eccezionali del progetto e in perfetta sintonia con la sua estetica.

Resensione su All About Jazz (2004, italian)

All About Jazz
2Blue – Light Transmission (KFM Records)
Febbraio 2004

(only in italian)

I 2Blue sono Luca Roccatagliati e Enrico Marani, progetto formato alla fine degli anni ‘90 come collettivo aperto a arte e suono, avventure digitali e esplorazioni del design. Con l’apporto di personaggi quali Ursula Rucker, Dave Watts dei FunDaMental e la cantante Kimberly Duke, ecco Light Transmission [Kom Fut Manifesto - Italia - 2003 - distr. Audioglobe], disco intrigante, teso a suggerire le dinamiche di contatto con le altre forme artistiche [ad esempio la collaborazione con il pittore Andrea Chiesi], fatto di suoni sensuali che guardano a una realtà di gallerie d’arte in cui le diverse creatività i possano fondere. Da provare!

Resensione su RockStar (2004, italian)

Recensione 2Blue - Light Transmission apparso su RockStar (n.283 Marzo 2004)
di Mauro Zanda

(only in italian)

L’elettronica di ricerca che rincorre le linee di fuga dell’architettura, disegna nuovi spazi urbani e racconta coi colori dei suoni le tele di un pittore. 2Blue è un progetto multidisciplinare diretto da DJ Rocca ed Enrico Marani e un nugolo di ospiti che gravita attorno: in primis la fulminante voce di Ursula Rucker, ma anche il suo fac-totum Tim Motzer, Dave Watts e la voce narrante di Kimberly Duke. La cosa incredibile della faccenda è che l’ambizione smodata dell’idea è spesso corroborata dalla qualità della musica.



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